La natura e il territorio

Lo stagno

La zona umida del Parco è costituita principalmente dalla laguna del Calich, che si estende, immediatamente a nord di Alghero, per una lunghezza di 2650 metri con una superficie di 97 ettari. Ha un andamento pressoché parallelo alla costa, da cui dista mediamente 400 m. È situato nella fascia retrostante la lunga spiaggia che collega Alghero con Fertilia. Il Calich è la più importante zona umida dell'algherese.

L'unico collegamento al mare è rappresentato dal porto canale di Fertilia, ampiamente modificato dagli interventi umani. L'insufficiente apporto di acque dolci ha provocato una predominanza delle acque salmastre, anche lungo il corso finale degli affluenti, con conseguenti modificazioni della fauna terrestre e marina e della flora.

La laguna del Calich ha una grande importanza naturalistica in quanto rappresenta una zona cuscinetto tra il mare e l'entroterra e costituisce un vero e proprio polmone vitale per molte specie, che qui trovano rifugio e cibo.

Isolotti nella laguna del Calich

La vegetazione lagunare

Vegetazione di superficie

La vegetazione più vicina alle acque è costituita da piante alofite, ossia Laguna del Calich piante adattate ad ambienti in cui la concentrazione di sali è più alta della concentrazione interna delle cellule radicali. Tra queste sono presenti varie specie appartenenti al genere Salicornia, (Salicornia herbacea, Arthrocnemum fruticosum e Arthrocnemum glauca) basse piante carnose resistenti al sale, per cui tendono ad accumulare nelle cellule radicali una quantità di sali sufficiente a permettere l'assorbimento per osmosi dell'acqua dal terreno.

I raggruppamenti alofili, costituiscono la vegetazione delle prime fasce delle coste e comprendono:

  1. il Crithmum maritimum nel settore delle arenarie e il Limonium acutifolium ssp. obtusifolium nel settore calcareo;
  2. l'associazione caratterizzata da Helichrysum microphyllum, Euphorbia pithyusa e Thymelaea tartonraira, localizzata nella fascia retrostante l’associazione precedente;
  3. l'associazione caratterizzata da Centaurea horrida e Astragalus massiliensis localizzata anch'essa nella fascia retrostante la prima.

Un angolo del CalichMano a mano che ci si allontana dal bordo lagunare le caratteristiche aline del suolo si fanno sempre meno marcate, con conseguente variabilità vegetazionale. Vengono così a prendere corpo piante perenni formate da specie sia arbustive che erbacee tra le quali il Juncus maritimus, Limoniastrum monopetalum, Aster tripolium, Limonium vulgare.

La cannuccia di palude (Phragmites australis) è uno degli elementi che con maggior frequenza possiamo ritrovare nelle zona umida, insieme a numerose altre piante come ad esempio la lisca marittima (Bolboschoenus maritimus).

Se ci spostiamo ulteriormente dall'area influenzata dalle acque la vegetazione tenderà ad assumere una fisionomia più simile a quella dell'intero territorio.

Vegetazione acquatica

La vegetazione sommersa è meno ricca di specie rispetto a quella fuori dalle acque, ma è presente con enormi quantità di biomassa, popolate da un elevato numero di animali planctonici e bentonici. Le macrofite più diffuse nella laguna del Calich sono rappresentate da Ruppia cirrhosa, tipica delle acque salmastre poco profonde, con scarso ricambio e con forti escursioni di salinità tra estate e inverno. Si tratta di piante con sottili fusti allungati e ramificati e con foglie dotate di una caratteristica guaina più o meno rigonfia.

I popolamenti a Ruppia si associano a macroalghe quali Enteromorpha intestinalis, Enteromorpha compressa e Chaetomorpha aerea, formando così un'associazione denominata Chaetomorpho-Ruppietum.

Il proliferare di queste macroalghe, insieme ad altre come Lamprothamnium papulosum, Cladophora vagabunda e Ulva rigida, che coincide con la presenza abbondante di nutrienti, può portare anche a gravi fenomeni di anossia a danno della fauna. Infatti, lo sviluppo di biomassa, favorito dall'insolazione e dall'elevata temperatura delle acque, deriva dai nutrienti che provengono in massima parte dal bacino imbrifero e che si accumulano nei sedimenti. Tali fattori, che portano all'instaurazione dei processi eutrofici, aumentano nell'ambiente lagunare a causa delle basse profondità.

Fauna: Un'importante sito di sosta e nidificazione per l'avifauna

La laguna del Calich è sicuramente la superficie più abitata dall'avifauna, poiché rappresenta una zona in cui molte specie svolgono importanti fasi del loro ciclo biologico, quali ad esempio la riproduzione, la muta del piumaggio, la sosta migratoria e lo svernamento. È possibile osservare molti limicoli, tra i quali il Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), che in primavera nidifica in tutte le zone umide della Nurra. Diversi aironi, tra i quali la Garzetta (Egretta garzetta) e l'Airone cinerino (Ardea cinerea), si alimentano di piccoli pesci presenti in laguna che catturano con il lungo becco camminando nell'acqua bassa. È presente, inoltre, il fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber), la cui particolare colorazione deriva dall'alimentazione con Artemia salina.

L'area è popolata da una grande varietà di anatidi, tra cui il Germano reale (Anas platyrhynchos), certamente l'anatra selvatica più conosciuta, che costruiscono il nido in prossimità dei margini lagunari isolati nel canneto o sotto la bassa vegetazione. Molto simili agli anatidi sono il Tuffetto (Podiceps ruficollis) e lo Svasso maggiore (Podiceps cristatus), esclusivamente acquatici, che a differenza delle anatre, hanno il becco appuntito e la coda molto ridotta. Il Cormorano (Phalacrocorax carbo) è prevalentemente una specie migratoria e svernante, spesso perseguitato dai pescatori in quanto in un giorno si alimenta di elevate quantità di pesce, circa il 15% del peso corporeo.

Fenicotteri nello stagno del CalichLa bonifica della Laguna del Calich realizzata negli anni 1938–40 portò alla distruzione dei luoghi di nidificazione e di sosta di molte specie dell'avifauna, provocando l'estinzione del Tarabusino (Ixobrychus minutus), dell'Airone rosso (Ardea purpurea), del Falco di palude (Circus aeruginosus), nidificanti nella laguna del Calich fino agli anni trenta; il Falco pescatore (Pandion haliaetus), invece, nidificante lungo le falesie di Capo Caccia e punta Giglio fino agli anni sessanta è scomparso a causa dell'eccessiva pressione antropica lungo il sistema costiero.

La laguna del Calich è un sito rilevante, che costituisce un'Oasi permanente di protezione faunistica e di cattura. Inoltre è stata inclusa nella lista del Centro Nazionale di Ricerche delle zone umide come area da proteggere, dal momento che ospita l'1% della popolazione italiana di Cormorano (Phalacrocorax carbo sinensis), di Airone cinerino (Ardea cinerea), di Folaga (Fulica atra) e di Fraticello (Sterna albifrons).

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Lo stagno del Calich

Lo stagno del Calich

Le specie ittiche di interesse commerciale

Tra queste i muggini, fortemente eurialini ed euritermi, la cui riproduzione li spinge verso mare durante il secondo-terzo anno di età, quando cioè raggiungono la maturità sessuale. Tra le tante specie che popolano la laguna (Liza ramada, Liza aurata, Liza saliens, Chelon labrosus) la più rappresentativa è il muggine volpino (Mugil cephalus), catturato in grandi quantità dai pescatori durante tutto l'arco dell'anno.

L'orata (Sparus auratus) è un'altra specie che necessita del ritorno a mare per la riproduzione. È un ermafrodita proterandrico, ossia presenta le gonadi di entrambi i sessi, che maturano però in modo successivo, prima quelle maschili, poi quelle femminili. Dopo la riproduzione, molti avannotti migrano nella laguna a partire da febbraio.

Il sarago reale (Diplodus sargus) e lo sparlotto (Diplodus annularis), detto anche sparaglione, sono due specie molto simili tra loro, appartenenti alla famiglia degli sparidi, che si differenziano per il numero di striature sul dorso: nel sarago interessano l'intera superficie corporea, mentre lo sparlotto presenta la sola macchia nera sull'attaccatura della coda, tipica di questa famiglia.

La spigola (Dicentrarchus labrax) è una specie predatoria ai vertici delle catene alimentari delle acque salmastre. La riproduzione avviene nei mesi invernali, esclusivamente in acque marine, e la rimonta degli avannotti avviene intorno ai mesi di aprile-maggio. Oltre ad essere eurialina, è fortemente euriterma e per questo non necessita di un periodo di svernamento in mare, come invece accade per l'orata. Gli individui di taglia maggiore vengono catturati mediante fiocine e lampare.

Un'altra specie oggetto di pesca è la sogliola (Solea vulgaris), animale bentonico che di giorno vive nascosto nella sabbia, mentre di notte si sposta alla ricerca delle prede.

L'anguilla (Anguilla anguilla) viene catturata nel momento in cui abbandonano la laguna, durante la notte in condizioni di totale oscurità, a causa delle sue abitudini prettamente notturne.

Immagini

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  • Marangone
  • Germano
  • Stagno del Calich. Ponticello in legno
  • Stagno del Calich. Vista da sud
  • Ponte romano sullo stagno del Calich
  • Un angolo del Calich
  • Rio Barca. Il fiume che sfocia nel Calich
  • La laguna del Calich vista da Monte Doglia
  • Fenicotteri nello stagno del Calich
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